Probabilmente oggi il grande pericolo per l'Europa, gli Stati Uniti e il Giappone è la deflazione ovvero l’opposto dell’inflazione, in altre parole una diminuzione del livello generale dei prezzi.
La deflazione deriva dalla debolezza della domanda di beni e servizi, cioè un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali poi attendono ulteriori cali dei prezzi, creando una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi parte dei beni e servizi, cercano di collocarli a prezzi inferiori.
Tra le principali cause di deflazione vi è la scarsità di moneta.
Una situazione di deflazione si verificò in Giappone fra il 2000 e 2006, con
Quindi aspettiamoci tassi bassi sul credito ancora a lungo.
Il verificarsi della deflazione accentuerebbe la stagnazione e la recessione economica.
Probabilmente la deflazione è già in corso anche se i governi tendono a nasconderla ovvero a nascondere la testa sotto la sabbia.
.Il rischio maggiore è proprio in Europa a causa dei tagli che tutti i governi stanno approntando alla spesa pubblica.
E’ una spirale diabolica.
L’economia è in crisi e gli stati si sentono costretti ad aumentare le tasse, e tagliare la spesa.
Come può esserci ripresa con più tasse e meno spesa pubblica?
Per fortuna in Italia la situazione è meno peggiore che in altri paesi nostri concorrenti e Tremonti è quasi unanimemente riconosciuto il miglior ministro delle finanze europeo.
Secondo numerosi economisti la soluzione per frenare questo pericolo si chiama “riflazione” ossia una politica monetaria in grado di generare quel tanto di inflazione sufficiente a bloccare la riduzione dei prezzi.
Questa strada, però, vede la netta opposizione di Trichet e della Bce da sempre contraria alla crescita dei prezzi.
Intanto il piano anticrisi varato dall’Unione Europea è chiaramente insufficiente e già morto sul nascere. Prova ne è il crollo delle borse all’indomani dell’annuncio dello stesso e ciò conferma che il piano non è credibile.
Cosa ci aspetta?
La crisi è destinata a peggiorare e credo che il picco si avrà tra due anni.
Da più parti si inizia a considerare la possibilità di lasciar fallire alcuni stati.
Il default sovrano non è più un tabù.
In Germania si inizia a discutere insistentemente di questo: consentire il fallimento controllato degli stati deboli in cambio della perdita sostanziale della loro sovranità.
Nella traduzione per i non addetti, significa che paesi come
Questa non sarebbe una tragedia come voglio farci credere come pure non sarebbe una tragedia l’uscita dall’Euro.
Le autorità politiche e monetarie ad oggi hanno semplicemente tamponato la crisi, è solo questione di tempo, presto i governanti s'accorgeranno che la sola via d'uscita sarà la ristrutturazione del debito, perchè alcuni paesi non saranno in grado di sostenere spese per interessi che arrivano fino al 40% del Pil.
La verità è che un sistema è fallito, un’ideologia è caduta, vanno riviste molte certezze che si davano per acquisite. Servono nuove regole ed un nuovo mondo.

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