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La Germania ha in pugno l'Europa
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Mentre Soros definisce quella attuale una crisi peggiore di quella della Grande Depressione e paragona questo collasso a quello dell’Unione Sovietica, la Germania a sorpresa spiazza i mercati ed il resto dell’Europa.

La Merkel ha vietato, a partire dalla mezzanotte di ieri e fino al 31 marzo 2011, le vendite allo scoperto a Breve su attivita' rischiose come alcuni titoli, i bond governativi e i cds. La mossa punta a disarmare la speculazione, anche se non riguarda le vendite allo scoperto a breve sull'euro. Non e' ancora chiaro quanti altri governi europei imiteranno Berlino e l'Austria ha proposto ieri che una misura simile venga discussa a livello europeo.

Si conferma quanto ho scritto più volte, la Germania è l’unico vero grande leader dell’Europa.

Non aspetta che le decisione le prenda l’impotente parlamento europeo o la commissione.

Non si consulta nè cerca compromessi con altri stati, nulla di tutto questo: decide e basta.

Di questi tempi non è poco.

Nonostante la sconfitta nella prima e nella seconda guerra mondiale, il muro di Berlino ed il comunismo, nonostante tutto, la Germina è tornata in cima la mondo è punta a realizzare quell’potere che Hitler non è riuscito a raggiungere.

Mentre Usa e Inghilterra sono in ginocchio, la Germania primeggia.

Si considerino anche gli ottimi rapporti con la Russia per capire come il quadro economico e politico dei tedeschi si molto interessante.

La credibilità e l’autorevolezza degli Usa non sono indeboliti solo a livello economico ma anche a livello politico. Ne è prova il recente successo dell’Iran sulla questione nucleare.

Mentre Usa e Israele puntavano ad un embargo totale, l’Iran stringeva accordi di forniture di uranio arricchito con Brasile e Turchia.

Così mentre la Germania cerca di imporre alla Ue una tassa sulle attività degli istituti finanziari (tassando la transazioni o in alternativa il c.d. “effetto leva”), va deserta l'asta settimanale in dollari della Bce, cosa piuttosto grave di cui non ha parlato nessuno.

Non basta, il presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo Bce, Axel Weber ha chiesto apertamente di riformare le istituzioni dell'Unione Europea e in particolare introdurre un meccanismo che consenta il default ordinato di uno Stato minimizzando dunque i rischi di contagio sistemico. Tradotto vuol dire lasciar fallire gli stati deboli pilotando il loro default ed in cambio del salvataggio privarli di ogni potere e mandarli in “amministrazione controllata”.

Ovvero, semplificando maggiormente, perdita di sovranità per gli stati che falliscono.

Ovvero si punta a rompere il tambù che l’Euro avrebbe sempre e comunque evitato il default degli stai membri.

Un ulteriore passo avanti rispetto alla situazione attuale già molto favorevole per la Germina che ha una sorta di diritto di veto sulle decisione che la Ue prende in merito alla crisi..

Infatti quando si è raggiunto l’accordo per salvare la Grecia si è deciso che tale accordo (ed altri simili che dovessero essere necessari in futuro) sarebbero stato subito operativo in tutti i paesi dell’Euro gruppo ad eccezione della Germania che dovrà prima ottenere il placet del proprio parlamento potendo esercitare di fatto una sorta di diritto di veto a confemra del proprio potere indiscusso.

Sempre dalla Germania arriva un altro segnale.

Jochen Sanio, presidente della Bafin, l'autorita' finanziaria di controllo tedesca ha detto apertamente che "L'euro e' stato attaccato".

Certo non ci voleva lui per capirlo, ma resta il fatto che a fronte di questa crisi, che non sembra avere via d’uscita, è iniziata una guerra economica, finanziaria e speculativa senza esclusione di forti colpi bassi.

L’America si sente l’acqua alla gola ed attacca l’Europa, nel vecchio continente le redini sono sostanzialmente in mano alla Germania.

L’Euro ha fallito la sua missione, è stato un inganno. Ci hanno mentito e truffato.

Lo scopo dell’Euro doveva essere difenderci dagli attacchi speculativi e dalle crisi economiche, in cambio ci hanno imposto riforme che non volevamo e limitazioni della nostra sovranità.

Prima dell’Euro stavamo meglio, ci hanno chiesto sacrifici preventivi in cambio di un benessere futuro. Così non è stato ed a distanza di poco più di dieci anni viene fuori l’inganno.

L’euro è servito solo agli eurocrati, ai finanzieri e (forse inaspettatamente) alla Germania.

A fronte del decisionismo tedesco troviamo la timidezza europea che prova a chiedere entro l'estate nuove regole su hedge fund e fondi alternativi.

La cosa sarebbe buona ma si tratta di un “forse” ed un generico “entro l’estate”.

La crisi richiede risposte chiare, rapide e precise.

La stretta europea sui fondi speculativi - dagli hedge fund ai private equity - potrebbe anche arrivare entro l’estate, magari prima del G20 di Toronto del 26 e 27 giugno ma saremo ancora in tempo per evitare altri attacchi considerando che poi entrerebbero comunque in vigore dal 2012? A causa delle resistenze del Regno Unito, l’Ecofin è riuscito a trovare solo un primo accordo sulla bozza di direttiva. Ora la parola passa al negoziato tra Consiglio e Parlamento Ue. Ovvero tempi lunghi e nulla di sicuro.

Il progetto della direttiva introduce per gestori e fondi extra Ue la nuova regola del «passaporto europeo». Questa nuova norma prevede che chi voglia operare nell'Unione presenti, come prima cosa, richiesta in uno stato membro. Dopodiché solo se rispetterà gli standard di trasparenza della legislazione europea potrà operare liberamente in tutta l'Unione. Questo sulla carta.

Già immagino la battaglia tra gli stati membri per accaparrarsi più gestori. Sicuramente ci saranno membri molto elastici nella concessione di questi “passaporti” perché ovviamente il tutto sarà legato a maggiori entrate fiscali per questi stati oltre che attività di lobbing (ovvero bustarelle per chiudere un occhio). Inghilterra e Usa si dicono preoccupati che la direttiva si trasformi in uno strumento di protezionismo ma sicuramente non sarà così. L’Inghilterra addirittura minaccia di Uscire dalla Ue. La cosa è scontata se consideriamo che oggi l’80% dei fondi ha sede proprio in Inghilterra. L'accordo segna, inoltre, la disfatta della nuova coalizione di governo della Gran Bretagna al suo primo meeting europeo e sappiamo benissimo come i tories vedano l’Europa.

Spero che le riforme vengano adottate e si ponga un freno alla finanza senza regole, al momento ho poca fiducia, vedo solo una grande crisi, l’America in ginocchio, l’Europa alla sbando ed una Germania che pensa solo a se stessa, al proprio crescente potere ed a come tenere in pugno il resto d'Europa.

 

www.tassobasso.it