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Un pò di chiarezza sulla crisi. Seconda Parte.
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Il ruolo della BCE

Ci è stato spiegato che l’Euro ed i paesi che ne fanno parte sono stati salvati per il recente intervento della BCE che ha messo a disposizione 700 miliardi per far fronte alla crisi.

E’ falso.

La BCE ha salvato le banche, quella somma infatti è destinata al salvataggio delle banche, saranno loro (con i soldi ricevuti a tasso agevolato) che poi li riprestaranno (a tasso maggiorato) agli stati per i quali evidentemente la situazione peggiora.

Per la propaganda degli eurocrati salvare le banche ormai equivale a salvare gli stati, nei fatti salvano solo se stessi e le banche.

Inoltre la richiesta di Italia e Francia era che la BCE intervenisse come garante dei titoli del debito pubblico degli stati. Invece la BCE si impegna non a fare da garante bensì a prestare soldi (e quindi aumentare il debito pubblico) attraverso le banche in cambio di rigore, austerità e maggiori poteri.

Il problema ha diversi aspetti:

1)      la banche non si fidano più le une delle altre quindi si fanno prestare i soldi dalla BCE, fanno debiti all’1% ma poi prestano agli stati almeno al 5%

2)     Il tasso praticato dalla BCE alle banche è inferiore a quello praticato agli stati.

3)    Si crea ancora una volta moneta dal nulla il che viola la regole della democrazia e del mercato.

 

Il fatto che la BCE abbia accettato questa palese violazione delle “regole” indica una sola cosa: la disperazione. La crisi è molto più grave di come la dipingano. E’ chiaro che il salvataggio della Grecia è già fallito prima ancora di essere attuato e quindi governi e banca centrale sono corsi ai ripari con questa mossa disperata.

 

L’alternativa sarebbe l’uscita dell’Euro ma ciò significherebbe l’ammissione del proprio fallimento ed il ripudio d un'ideologia. Questa strada imporrebbe grandi discussioni politiche e parlamentari all’interno degli stati e l’opinione pubblica non capirebbe. I tempi diventerebbero lunghi ed intanto speculatori finanziari, Usa e Cina ci massacrerebbero con attacchi economici e finanziari incrociati in borsa e non solo lì.

Si preferisce rimandare i problemi a “domani” e tirare a campare peggiorando al situazione. E' il classico comportamento di chi nasconde la polevere sotto il tappeto.

Un’altra soluzione possibile sarebbe consentire la svalutazione della moneta per diventare competitivi rispetto ad Usa e Cina ed al tempo stesso introdurre un po’ di protezionismo e dazi.

Purtroppo anche questa strada viene esclusa in nome dell’ideologia della globalizzazione, di conseguenza i lavoratori ed i cittadini europei pagano il conto della crisi mondiale.

Hanno avuto maggiore dignità e capacità i dirigenti dell’Unione Sovietica che hanno capito che il comunismo fosse finito ed hanno avuto il coraggio di chiudere un'epoca senza far scorrere sangue e senza protrarre a lungo l’agonia.

I nostri attuali governanti dovrebbero avere il coraggio e la capacità di far cadere l’Euro così come è caduto il muro di Berlino.

La Germania è la vera ed unica padrona dell’Euro ed ha imposto anche il nuovo patto di stabilità ovvero lacrime e sangue per tutti. Ciò comporterà un ulteriore inasprimento della crisi. Il potere politico si sta accentrando nella Germania, quello economico nelle banche. Agli altri non resta che pagare e chinare la testa.

Gli stati farebbero meglio a ripudiare il debito e ripartire da zero.

Il fatto è che il rigore imposto dalla Germania strangolerà ogni possibile «ripresa» dell’economia, riducendo il potere d’acquisto, consumi, risparmi e  posti di lavoro. Il rischio immanente è l’inflazione senza crescita, unita all’austerità senza prospettive.

Ci aspetta un lungo periodo di rinunce, tagli e sacrifici. Forse anche 10 o 20 anni.

Negli anni ’90 in Giappone è successo qualcosa di simile a quanto accade oggi a noi, non ne è ancora uscito. I tassi sono bassissimi ormai da 20 anni, non c’è ripresa, non c’è crescita non ci sono prospettive.

Intanto la Bce impone rigore e riduce la sovranità agli stati: minor potere ai popoli, più potere alle banche.

continua...