Il Ministero del Tesoro, su forte pressione della Banca d'Italia, sta approntando un decreto che punta a riformare tutta la disciplina del credito al consumo e le categorie di intermediari finanziari, mediatori creditizi ed agenti in attività finanziaria.
Sono state pubblicate le bozze di tale riforma e sono dispinibili a questo indirizzo:
http://www.dt.tesoro.it/it/prevenzione_reati_finanziari/consultazione.html
E' possibile inviare commenti entro il 21 c.m.
La riforma verte sui seguenti punti:
1) Imposizione del mono mandato per gli agenti in attività finanziaria;
2) obbligo di costituire soscietà di capitali con 120.000 euro di c.s.i.v per i mediatori creditizi;
3) obbligo di restituire tutti i compensi percepiti nel caso il cliente estingua anticipatamente il fianziamento.
Questa riforma in realtà ha uno scopo ben preciso: spazzare via la consulenza finanziaria e lasciare i consumatori in balia di banche e criminalità organizzata.
Il cliente che si rivolge ad un consulente indipendente vuole il confronto tra iprodotti offerti da numerosi istituti di credito, imporre il monomandato vuol dire eliminare la consulenza e stroncare la concorrenza. Allo stesso tempo imporre la costituzione di società di capitali da 120.000 euro vuol dire eliminare la possibilità di continuare a lavorare per decine di migliaia di professionisti. In un periodo di crisi come questo, che da solo già sta stroncando molte attività, diventare disoccupati "per legge" è una vera carognata.
Per non parlare, infine, dell'eventualità di dover restituire i compensi nel caso in cui il cliente estingua aticipatamente il debito. Il debito è con la banca, non si capisce perchè un professionista debba restituitre quanto percepito magari numerosi anni prima. Non si uò pretendere che un intermediario restituisca quanto percepito dopo che su quei compensi ha già pagato le tasse e sostenuto costi vivi.
Questa riforma è folle e scritta da persone del tutto incompenteti che non conoscono assolutamente la materia in cui sono intervenuti a gamba tesa.
Spero che il governo si ravveda e ponga rimendio altrimenti si creeranno migliaia di disoccupati ed i consumatori perderanno un serivizo indispensabile per chi ha bisogno di credito.
In un peoriodo di stretta creditizia come questo abbandonare professionisti e consumatori non è possibile.

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